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	<title>VivaLaCina &#187; Viva la cina, il portale dedicato alla Cina, al suo mercato e ai rapporti Italia-Cina</title>
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	<description>Guida al business in Cina</description>
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		<title>AUMENTO DELLE SPESE MILITARI, IL MONDO HA PAURA MA LA CINA RASSICURA</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 18:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Durante la seduta annuale dell&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo, il governo di Pechino ha reso note le<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/05/Riarmo_della_Cina_Mette_Paura_co_9_120305024.shtml"> <strong>spese militari</strong> </a>relative all&#8217;anno 2012. Esse sono aumentate dell&#8217;11,2% e hanno sfondato il tetto dei 100 miliardi di dollari, arrivando dunque a 106. Una cifra che ha spaventato i principali &#8216;competitor&#8217; della Cina nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>. Tra questi spiccano&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/attualita/aumento-delle-spese-militari-il-mondo-ha-paura-ma-la-cina-rassicura/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la seduta annuale dell&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo, il governo di Pechino ha reso note le<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/05/Riarmo_della_Cina_Mette_Paura_co_9_120305024.shtml"> <strong>spese militari</strong> </a>relative all&#8217;anno 2012. Esse sono aumentate dell&#8217;11,2% e hanno sfondato il tetto dei 100 miliardi di dollari, arrivando dunque a 106. Una cifra che ha spaventato i principali &#8216;competitor&#8217; della Cina nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>. Tra questi spiccano sicuramente gli Stati Uniti (il presidente Obama ha rivendicato con determinazione il ruolo degli americani nel <strong>Pacifico</strong>), ma anche il Giappone. I rapporti tra i due paesi asiatici non sono granché buoni, e sono peggiorati dopo che la Cina ha pubblicato una lista con 39 isole (tra cui molte giapponesi) che rivendica come suoi territori.</p>
<p>Tuttavia, da Pechino fanno sapere che le intenzioni sono buone. L&#8217;ex ministro degli esteri, ora portavoce dell&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo, Li Zhaoxing, ha dichiarato che la spesa in armamenti cinese è sì aumentata ma comunque rimane inferiore a quella di molti altri paesi. Gli Stati Uniti, giusto per citare un esempio a caso, pur avendo un territorio più piccolo e una popolazione meno numerosa da difendere, spendono ogni anno almeno 500 miliardi per gli affari militari. E poi la Cina ha 1,3 miliardi di cinesi a cui badare e, soprattutto, migliaia e migliaia di coste da preservare. &#8220;<em>Rivendichiamo il diritto all&#8217;integrità del nostro territorio</em>&#8221; ha dichiarato l&#8217;ex ministro.</p>
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		<title>IL GRUPPO MANGANO INVADE LA CINA</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 17:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Mangano</strong> è uno storico marchio della moda, fondato nel 1986 da <strong>Antonio Mangano</strong>. La particolarità dell&#8217;azienda è quella di produrre valore aggiunto rafforzando i loro prodotti e servizi con elementi di originalità e innovazione.</p>
<p>Di recente ha formato una joint venture con una società cinese. Dalla collaborazione delle due imprese è nata una&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/impresa/il-gruppo-mangano-invade-la-cina/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Mangano</strong> è uno storico marchio della moda, fondato nel 1986 da <strong>Antonio Mangano</strong>. La particolarità dell&#8217;azienda è quella di produrre valore aggiunto rafforzando i loro prodotti e servizi con elementi di originalità e innovazione.</p>
<p>Di recente ha formato una joint venture con una società cinese. Dalla collaborazione delle due imprese è nata una nuova realtà: <strong>Mangano China</strong> (con sede a Shanghai). L&#8217;intenzione è quello di espandersi nel mercato cinese. E infatti ecco cosa ha dichiarato <strong>Antonio Mangano</strong> ad<a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/industria-e-mercati"> Agi China 24</a>: &#8220;<em>L’operazione vuole dare continuità al progetto di espansione nel mercato asiatico, partito nel 2009 con l’apertura del primo punto vendita e di un ufficio di rappresentanza nella capitale dell’economia cinese</em>&#8220;.</p>
<p>In concreto, i progetti del <strong>Gruppo Mangano</strong> consistono nell&#8217;apertura di cento negozi dedicati interamente al marchio in tutta la zona orientale della Cina.</p>
<p>La creazione della <strong>Mangano China</strong> e conseguente intensificazione della presenza del gruppo nei territori del Dragone, risponde ad una specifica strategia: quella di investire nei mercati emergenti attraverso l&#8217;apertura di store interamente dedicati al marchio. La Cina non è la sola meta di questi investimenti: nuovi negozi verranno aperti in Russia e Brasile. A questi si aggiungano quelli già aperti in Olanda, Slovacchia e Spagna.</p>
<p>La Mangano è una società di successo e in salute: nel 2011 ha fatturato circa 10 milioni di euro, con un incremento rispetto all&#8217;anno precedente del 20%.</p>
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		<title>CRESCITA DELLA CINA AL 7,5%, CONSEGUENZE A BREVE E A LUNGO TERMINE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La <a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/03/06/cina-crescita-al-75-ora-meglio-rallentare-e-ridurre-il-deficit/">notizia </a>che l&#8217;obiettivo di <strong>crescita </strong>della Cina è al 7,5% ha scosso non solo le borse, ma anche gli operatori economici internazionali. Una <strong>crescita </strong>più bassa del colosso asiatico rimescola le carte e scombina persino qualche piano.</p>
<p>Tra le conseguenze possibili, quella più positiva è per la Cina stessa: una <strong>crescita </strong>meno rapida&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/impresa/mercato-cinese/crescita-della-cina-al-75-conseguenze-a-breve-e-a-lungo-termine/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/03/06/cina-crescita-al-75-ora-meglio-rallentare-e-ridurre-il-deficit/">notizia </a>che l&#8217;obiettivo di <strong>crescita </strong>della Cina è al 7,5% ha scosso non solo le borse, ma anche gli operatori economici internazionali. Una <strong>crescita </strong>più bassa del colosso asiatico rimescola le carte e scombina persino qualche piano.</p>
<p>Tra le conseguenze possibili, quella più positiva è per la Cina stessa: una <strong>crescita </strong>meno rapida faciliterà la transizione ad un sistema economico più compiuto, meno dipendente dalle <strong>esportazioni </strong>e più incentrato sulla domanda interna dei consumatori. Non andrà altrettanto bene per gli altri paesi, visto che molti hanno organizzato la loro vita economica sull&#8217;immagine di una Cina che rischia di scomparire entro qualche anno.</p>
<p><strong>Crescita </strong>più bassa vuol dire meno investimenti governativi in infrastrutture, e dunque una minore richiesta di acciaio, cemento, petrolio e altri materiali, causando guai ai paesi esportati come Brasile, Australia, Arabia Saudita, Iran etc.</p>
<p>Tutto ciò nel breve termine. Nel lungo termine, invece, i benefici per tutti potrebbero superare gli svantaggi. Se la transizione in atto in Cina andrà a buon fine, il mondo si ritroverà un <strong>mercato </strong>fertile e maturo, composto da consumatori in grado di spendere come quelli dei paesi occidentali, e forse di più. Un <strong>mercato </strong>che,  a differenza di Europa, Stati Uniti etc, conterebbe svariate centinaia di milioni di persone.</p>
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		<title>LA CINE SI STA SBARAZZANDO DEL DOLLARO?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Alla Cina il dollaro piace sempre meno. E&#8217; questo che emerge dagli <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-02/cina-allontana-dollaro-063655.shtml?uuid=AacfPi0E">ultimi dati diffusi</a> dagli uffici statistici del tesoro di entrambi i paesi: le <strong>riserve in valuta estera</strong> della Cina contengono, in proporzione, sempre meno &#8216;biglietti verdi&#8217;. Negli ultimi due anni le riserve in dollari in mano cinesi sono scese dal 65% del&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/impresa/finanza/la-cine-si-sta-sbarazzando-del-dollaro/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla Cina il dollaro piace sempre meno. E&#8217; questo che emerge dagli <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-02/cina-allontana-dollaro-063655.shtml?uuid=AacfPi0E">ultimi dati diffusi</a> dagli uffici statistici del tesoro di entrambi i paesi: le <strong>riserve in valuta estera</strong> della Cina contengono, in proporzione, sempre meno &#8216;biglietti verdi&#8217;. Negli ultimi due anni le riserve in dollari in mano cinesi sono scese dal 65% del totale al 54%. Se si guarda al quinquennio 2006-2011 il calo è ancora più vistoso.</p>
<p>In numeri, ad ogni modo, dicono che i dollari nelle casse della Cina sono ancora tantissimi. Circa 1.730 miliardi, in luogo dei 3.200 totali (dividi in dollari, euro etc).</p>
<p>La strategia di Pechino è duplice. Da un lato diversificare il portafoglio: diversificare vuol dire non essere dipendenti da un unico <strong>assett</strong>, e dunque equivale a essere meno vulnerabile. Dall&#8217;altro lato, investire in Europa. Per due motivi: primo, l&#8217;Europa, primo mercato per la Cina, rischia di crollare senza l&#8217;aiuto del Dragone; secondo, investire in <strong>assett </strong>europei, che siano titoli di debito o azioni, permetterà alla Cina di incrementare la sua influenza in questa preziosa &#8211; e grande &#8211; parte dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Questo trend potrebbe danneggiare gli Stati Uniti. Le riserve in dollari rimarranno sempre imponenti, ma una &#8216;fuga&#8217; dal dollaro, anche se appena accennata, potrebbe far perdere appetito verso i Trasury bond americani agli altri investitori stranieri.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.vivalacina.com/impresa/finanza/la-cine-si-sta-sbarazzando-del-dollaro/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>CINESI CHE INVESTONO IN ITALIA: PER LORO VISTI AGEVOLATI</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;Italia arriva un segnale di accoglienza per i cinesi che intendano investire in Italia. Il console italiano in Cina, Attilio Massimo Iannucci, ha riferito ad <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/made-in-italy">Agi China 24</a> che gli investitori cinesi godranno di agevolazione nella procedura d&#8217;acquisizione dei <strong>visti </strong>per giungere in Italia. Il console ha anche commentato: &#8220;<em>L&#8217;Italia conferma di voler creare</em>&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/attualita/cinesi-che-investono-in-italia-per-loro-visti-agevolati/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Italia arriva un segnale di accoglienza per i cinesi che intendano investire in Italia. Il console italiano in Cina, Attilio Massimo Iannucci, ha riferito ad <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/made-in-italy">Agi China 24</a> che gli investitori cinesi godranno di agevolazione nella procedura d&#8217;acquisizione dei <strong>visti </strong>per giungere in Italia. Il console ha anche commentato: &#8220;<em>L&#8217;Italia conferma di voler creare le migliori condizioni per accogliere un numero sempre maggiore di capitali cinesi in Italia. Incrementare lo scambio di <strong>investimenti </strong>tra Italia e Cina e promuovere, in particolare, <strong>investimenti </strong>cinesi nel settore immobiliare in Italia, costituisce un obiettivo strategico dell’ambasciata d’Italia in Cina a sostegno dell&#8217;economia italiana&#8221;.</em></p>
<p>Due tipi di <strong>visti </strong>costituiranno questa sorta di corsia preferenziale. Il visto d&#8217;affari e il visto di residenza elettiva. Il primo è dedicato esclusivamente agli investitori, e permette a chi vuole rimanere a lavorare in Cina ma allo stesso tempo di investire in Italia, la possibilità di ottenere un <strong>visto </strong>della durata di 5 anni. L&#8217;unica condizione è che <strong>l&#8217;investimento </strong>sia di entità significativa. Tuttavia non è specificato una soglia minima, si valuterà caso per caso.</p>
<p>Il secondo tipo di visto, quello di residenza elettiva, è dedicato invece ai ricchi cinesi che vogliano andare a vivere in Italia comprando un appartamento, e dunque investendo nel mattone. Questa categoria, in particolare, rappresenta solo una nicchia dei cinesi che richiedono i visti.</p>
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		<title>LA POSIZIONE CINESE SULLA SIRIA: OK CESSATE IL FUOCO, NO A INTERVENTO STRANIERO</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La <a href="http://www.lapresse.it/mondo/asia/siria-cina-cessate-fuoco-subito-e-colloqui-no-intervento-straniero-1.132216">posizione </a>della <strong>Cina </strong>riguardo l&#8217;affare <strong>Siria </strong>si fa ora più complessa, ma allo stesso tempo più vicina a quella degli Stati Uniti. Infatti, fino a poco tempo fa, il Dragone ha dato più peso al fatto che la <strong>Siria </strong>fosse un paese sovrano e in quanto tale avrebbe dovuto risolvere i suoi problemi&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/legislazione/incontri-internazionali/la-posizione-cinese-sulla-siria-ok-cessate-il-fuoco-no-a-intervento-straniero/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.lapresse.it/mondo/asia/siria-cina-cessate-fuoco-subito-e-colloqui-no-intervento-straniero-1.132216">posizione </a>della <strong>Cina </strong>riguardo l&#8217;affare <strong>Siria </strong>si fa ora più complessa, ma allo stesso tempo più vicina a quella degli Stati Uniti. Infatti, fino a poco tempo fa, il Dragone ha dato più peso al fatto che la <strong>Siria </strong>fosse un paese sovrano e in quanto tale avrebbe dovuto risolvere i suoi problemi interni da sola. Ciò era stato interpretato dagli Stati Uniti come un segnale di &#8216;menefreghismo&#8217; oppure come un non voler riconoscere la gravità della situazione nel paese arabo. La <strong>Siria </strong>è infatti luogo da parecchi mesi di tumulti e ribellioni della popolazione contro il regime del presidente Assad che, dal canto suo, sta facendo strage di civili nel tentativo di reprimere ogni rivolta.</p>
<p>In parole povere adesso la <strong>Cina </strong>chiede un cessate il fuoco da parte di Assad: le violenze alla popolazione devono finire. Di contro, chiede anche aiuti umanitari e soprattutto l&#8217;intensificazione dei contatti diplomatici tra popolazione e governo tramite la mediazione di Onu e Lega Araba. Nondimeno, il Dragone abiura qualsiasi <strong>intervento </strong>esterno di tipo militare. Un ufficiale cinese ha dichiarato: &#8220;<em>La Cina non approva interferenze armate o spinte per il cambiamento del regime in <strong>Siria </strong>e ritiene che l&#8217;uso o la minaccia di sanzione non aiuti a risolvere la questione&#8221;.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.vivalacina.com/legislazione/incontri-internazionali/la-posizione-cinese-sulla-siria-ok-cessate-il-fuoco-no-a-intervento-straniero/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>LA CINA E L&#8217;INQUINAMENTO, DUE TERZI DELLE CITTA&#8217; SONO OLTRE I LIMITI</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[polvere sottili]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="TM Tower Surrounded By Haze" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin: 10px;" src="http://farm8.static.flickr.com/7007/6739415641_95673b99de_m.jpg" border="0" alt="TM Tower Surrounded By Haze" width="240" height="180" /></a><br />
<small><a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank"><img src="http://www.vivalacina.com/wp-content/plugins/photo-dropper/images/cc.png" border="0" alt="Creative Commons License" width="16" height="16" align="absmiddle" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a title="thienzieyung" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank">thienzieyung</a></small></p>
<p><small><a title="thienzieyung" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank"></a></small>La Cina ha da tempo ingaggiato una battaglia &#8216;verde&#8217;. Da un lato intende diminuire drasticamente l&#8217;emissione di Co2, e quindi rendere più vivibili le città dal punto di vista della qualità dell&#8217;aria; dall&#8217;altro lato intende diversificare le fonti di energia e riservare sempre più peso&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/attualita/la-cina-e-linquinamento-due-terzi-delle-citta-sono-oltre-i-limiti/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TM Tower Surrounded By Haze" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin: 10px;" src="http://farm8.static.flickr.com/7007/6739415641_95673b99de_m.jpg" border="0" alt="TM Tower Surrounded By Haze" width="240" height="180" /></a><br />
<small><a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank"><img src="http://www.vivalacina.com/wp-content/plugins/photo-dropper/images/cc.png" border="0" alt="Creative Commons License" width="16" height="16" align="absmiddle" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a title="thienzieyung" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank">thienzieyung</a></small></p>
<p><small><a title="thienzieyung" href="http://www.flickr.com/photos/26978304@N08/6739415641/" target="_blank"></a></small>La Cina ha da tempo ingaggiato una battaglia &#8216;verde&#8217;. Da un lato intende diminuire drasticamente l&#8217;emissione di Co2, e quindi rendere più vivibili le città dal punto di vista della qualità dell&#8217;aria; dall&#8217;altro lato intende diversificare le fonti di energia e riservare sempre più peso a quelle rinnovabili.</p>
<p>Tuttavia, attualmente, gli obiettivi da raggiungere su questo doppio fronte sembrano lontani. Secondo i <a href="http://www.lapresse.it/mondo/asia/cina-lotta-contro-inquinamento-due-terzi-delle-citta-oltre-i-limiti-1.131676">dati </a>diffusi dal ministero dell&#8217;Ambiente cinese, due terzi delle città cinesi viaggiano oltre i limiti <strong>d&#8217;inquinamento</strong>. Una cifra enorme che da l&#8217;idea di quanto ci sia ancora da lavorare per trasformare la Cina.</p>
<p>I limiti che sono stati sforati un po&#8217; dappertutto sono stati stabiliti di recente dal Consiglio di Stato, e hanno come obiettivo quello di adeguare i centri urbani cinesi a determinati standard entro il 2016. Allo stesso tempo, alle città è stato chiesto di organizzare programmi per monitorare lo stato dell&#8217;aria. Questo provvedimento è arrivato dopo le pressioni dell&#8217;opinione pubblica, stanca <strong>dell&#8217;inquinamento </strong>cittadino e soprattutto allarmata dal fatto che le autorità non disponessero di dati precisi riguardo la qualità dell&#8217;aria e la presenza di <strong>polvere sottili</strong> dannose per la salute.</p>
<p>Ad ogni modo, la buona volontà della Cina è un dato di fatto, come è stato dimostrato dall&#8217;impegno di Durban nel rinnovo del Protocollo di Kyoto.</p>
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		<title>LA CINA VOLA BASSO: L&#8217;OBIETTIVO DEL 2012 E&#8217; IL 7,5% DI CRESCITA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato cinese]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[domanda]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Wen Jiabao ha parlato davanti all&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo, convocata per la consueta riunione annuale. Il premier della Repubblica Popolare ha illustrato gli <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/politica-interna2">obiettivi </a>per il 2012. Per quanto riguarda la <strong>crescita</strong>, è stato fissato come traguardo un + 7,5% del Prodotto Interno Lordo. Una cifra scarna rispetto al 10,3% del 2010 e al&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/impresa/mercato-cinese/la-cina-vola-basso-lobiettivo-del-2012-e-il-75-di-crescita/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wen Jiabao ha parlato davanti all&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo, convocata per la consueta riunione annuale. Il premier della Repubblica Popolare ha illustrato gli <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/politica-interna2">obiettivi </a>per il 2012. Per quanto riguarda la <strong>crescita</strong>, è stato fissato come traguardo un + 7,5% del Prodotto Interno Lordo. Una cifra scarna rispetto al 10,3% del 2010 e al 9,2% del 2011.</p>
<p>La Cina dunque vola basso? Nient&#8217;affatto. Semplicemente, è cambiata la qualità degli obiettivi. Il più 7,5% di crescita auspicato, infatti, è in linea con il 7% programmato nel piano quinquennale 2011-2015. Questo perché i policy maker cinesi intendono &#8216;raffreddare&#8217; l&#8217;economia cinese in vista della trasformazione in un economia in qualche modo più compiuta, quasi più occidentale e quindi incentrata sui consumi. A tal proposito, sempre di fronte ai rappresentanti del popolo, Wen Jiabao ha dichiarato: <em>&#8220;Il nostro obiettivo è promuovere uno sviluppo stabile e robusto e mantenere alta la guardia contro i rischi finanziari, con un approccio cauto e flessibile ma soprattutto accrescere <strong>la domanda dei consumatori</strong>&#8220;.</em></p>
<p>Un deciso cambio di rotta da parte di Pechino, ora possibile grazie al rientro di alcune emergenze. In primis quella dell&#8217;inflazione, che ha tenuto impegnato i policy maker cinesi per tutto il 2011. Adesso il peggio, almeno su questo fronte, sembra essere passato. Da qui al ritorno del tema &#8216;consumo&#8217; nell&#8217;agenda politica ed economica è stato breve.</p>
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		<title>UNO YUAN FLESSIBILE AIUTEREBBE LE IMPRESE CINESI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 09:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[conto capitale]]></category>
		<category><![CDATA[convertibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ambizione di alcuni tra i think tank cinesi è quella di vedere lo <strong>yuan </strong>come una valuta di riserva internazionale, alla stregua del dollaro, dell&#8217;euro e dello yen. Tuttavia, attualmente, la piena <strong>convertibilità </strong>della divisa cinese è solo un sogno poiché Pechino controlla i tassi di cambio e impone pesanti limiti all&#8217;uscita dei capitali in&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/impresa/finanza/uno-yuan-flessibile-aiuterebbe-le-imprese-cinesi/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ambizione di alcuni tra i think tank cinesi è quella di vedere lo <strong>yuan </strong>come una valuta di riserva internazionale, alla stregua del dollaro, dell&#8217;euro e dello yen. Tuttavia, attualmente, la piena <strong>convertibilità </strong>della divisa cinese è solo un sogno poiché Pechino controlla i tassi di cambio e impone pesanti limiti all&#8217;uscita dei capitali in yuan dal paese. Gli statunitensi protestano da parecchio tempo con questa politica poiché credono che produca una sottovalutazione e dunque vantaggio per le esportazioni del Dragone (a scapito di quelle americane).</p>
<p>In questo quadro apparentemente rigido si inserisce una <a href="http://www.fareforex.com/lo-yuan-cinese-alla-conquista-del-mondo/12934/">pubblicazione </a>della Banca Popolare Cinese che invece auspica un cambiamento in questo senso. Secondo la banca più importante della Cina, infatti, &#8220;<em>L’apertura del conto capitale (i diversi flussi finanziari tra un paese l’estero) è utile alle fusioni-acquisizioni di società estere, all’acquisizione di tecnologia straniera, e facilita l’accesso ai mercati e alle risorse</em>&#8220;. Da questo punto di vista, si presenterebbe dinanzi agli investitori cinesi un&#8217;occasione d&#8217;oro: le imprese occidentali, in special modo quelle europee, si trovano in una crisi di liquidità o comunque soffrono di una capitalizzazione non pienamente soddisfacente. Di contro, le imprese cinesi abbondando di denaro. Dunque permettere un flusso di capitali più liberi, sebbene ciò causi effetti sulla &#8216;forza&#8217; dello yuan, permetterebbe di facilitare l&#8217;avanzata della Cina in Occidente.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.vivalacina.com/impresa/finanza/uno-yuan-flessibile-aiuterebbe-le-imprese-cinesi/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>IN CINA APRE UN GRANDE CENTRO DI RICERCA PER LE RINNOVABILI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 09:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato cinese]]></category>
		<category><![CDATA[China National Reneawable Energy Centre]]></category>
		<category><![CDATA[CNREC]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="PS10" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin: 10px;" src="http://farm7.static.flickr.com/6164/6163109139_bdf037c876_m.jpg" border="0" alt="PS10" width="240" height="159" /></a></p>
<p><small><a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank"><img src="http://www.vivalacina.com/wp-content/plugins/photo-dropper/images/cc.png" border="0" alt="Creative Commons License" width="16" height="16" align="absmiddle" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a title="mpcevat" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank">mpcevat</a></small></p>
<p><small><a title="mpcevat" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank"></a></small>La Cina si fa sempre più verde. L&#8217;intenzione di lasciarsi alle spalle lo stereotipo (in vero abbastanza aderente alla realtà) di &#8216;Stato inquinante&#8217; è palese. Giusto per fare un esempio recente, A Durban, la Cina ha guidato il &#8216;partito&#8217; dei paesi che volevano un rinnovo&#8230; <a href="http://www.vivalacina.com/attualita/in-cina-apre-un-grande-centro-di-ricerca-per-le-rinnovabili/" class="read_more">[read more]</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="PS10" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin: 10px;" src="http://farm7.static.flickr.com/6164/6163109139_bdf037c876_m.jpg" border="0" alt="PS10" width="240" height="159" /></a></p>
<p><small><a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank"><img src="http://www.vivalacina.com/wp-content/plugins/photo-dropper/images/cc.png" border="0" alt="Creative Commons License" width="16" height="16" align="absmiddle" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a title="mpcevat" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank">mpcevat</a></small></p>
<p><small><a title="mpcevat" href="http://www.flickr.com/photos/24420098@N05/6163109139/" target="_blank"></a></small>La Cina si fa sempre più verde. L&#8217;intenzione di lasciarsi alle spalle lo stereotipo (in vero abbastanza aderente alla realtà) di &#8216;Stato inquinante&#8217; è palese. Giusto per fare un esempio recente, A Durban, la Cina ha guidato il &#8216;partito&#8217; dei paesi che volevano un rinnovo tout curt del Protocollo di Kyoto. Tra le altre cose, gli investimenti in ricerca &#8211; che coinvolgono anche il settore delle <strong>fonti rinnovabili</strong> &#8211; stanno lievitando a vista d&#8217;occhio.</p>
<p>In questo solco già virtuoso si inserisce <a href="http://www.zeroemission.tv/portal/news/topic/Altre-rinnovabili/id/16336/Cina-nuovo-centro-per-le-energie-rinnovabili">l&#8217;istituzione </a>recente del<span style="font-weight: bold;">CNREC</span>, China National Reneawable Energy Centre. Esso è stato istituito dalla Commissione per lo sviluppo nazionale e per le riforme (NDRC), massima autorità cinese in politiche di sviluppo, e dalla National Energy Administration.</p>
<p>Il <strong>CNREC </strong>è in estrema sintesi un <strong>centro di ricerca per le rinnovabili</strong>. I suoi compiti saranno di due tipi: da una parte consigliare i politici riguardo le scelte da prendere, stendendo roadmap e determinando l&#8217;orientamento generale; dall&#8217;altra quello di studiare nuovi metodi di integrazione tra le varie fonti &#8216;verdi&#8217;, ma anche fare ricerca per quanto riguarda il solare, l&#8217;eolico e le biomasse.</p>
<p>Il direttore del centro, Wang Zhongying, ha dichiarato: &#8220;<em>In Cina, lo sviluppo di politiche e strategie per le<strong> energie rinnovabili </strong>è un compito complesso, perché i capi di governo devono soppesare tutti gli aspetti per assicurare che ne beneficerà l&#8217;intero paese. Un forte <strong>centro di ricerca </strong>sarà in grado di fornire una solida ricerca per supportare i responsabili politici&#8221;.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.vivalacina.com/attualita/in-cina-apre-un-grande-centro-di-ricerca-per-le-rinnovabili/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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