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Anno della cultura cinese in Italia

Posted by admin at 05:02 PM

Inizierà nel mese di settembre 2010 l’Anno della cultura cinese in Italia, lo ha annunciato ufficialmente oggi l’Ambasciata della Repubblica popolare cinese di Roma. “Il programma prevede numerose iniziative volte a promuovere la conoscenza della Cina in Italia e si sviluppa in un momento di grande successo nella storia dei rapporti fra i nostri due paesi che festeggiano, il 6 novembre 2010, 40 anni di relazioni diplomatiche”, ha introdotto l’Ambasciatore cinese Sun Yuxi. Il programma ufficiale coinvolge 9 Dipartimenti governativi cinesi, 22 Enti e autorità locali, oltre ai Ministeri degli Esteri, della Cultura, dell’Istruzione, dello Sviluppo scientifico, l’Ente nazionale del Turismo e molte realtà locali di città e province. Progetti che promuovono, oltre alla cultura cinese (il teatro dell’Opera di Pechino e del Sichuan, concerti e spettacoli di musica e danza tradizionale cinese e anche di arti marziali cinesi), anche l’interscambio in
ambito politico, diplomatico e imprenditoriale.  Gli eventi si terranno in 20 diverse località italiane e non solo nelle grandi città.
Al momento sono stati sponsorizzati dal Governo cinese 100 iniziative ufficiali, ma se ne prevedono altre promosse da enti locali e imprese, per un totale di 200 progetti circa.
Da parte italiana è il Comitato per l’Anno culturale della Cina in Italia, presieduto dall’on. Giuliano Urbani, che segue coordinamento e organizzazione dell’intero progetto.

Euclide in Cinese

Posted by admin at 07:05 AM

Pochi sanno che i primi contatti della cultura cinese con l’occidente sono avvenuti tra il XVI e il XVII sec. d.C., grazie all’opera di evangelizzazione dei Gesuiti in Cina. In particolare, il gesuita Matteo Ricci (1552-1610) è l’esempio dei primi rapporti tra due grandi potenze: l’Impero Cinese e la Chiesa Cattolica. Matteo Ricci ebbe successo in Cina perché seppe farsi amare dai cinesi accogliendo la cultura locale e presentandosi ai letterati confuciani come un loro pari occidentale, riuscendo a conquistare la stima di collaboratori cinesi che lo aiutarono nella stesura di testi occidentali in cinese. Tra questi, una delle opere senza dubbio più importanti, fu la traduzione dei primi sei libri degli Elementi di Geometria di Euclide con il nome Jihe Yuanben. Questo testo introduceva di fatto in Cina una nuova concezione del mondo e delle misure, parametri differenti che in un certo senso riconducevano alla religione. Lo stesso Matteo Ricci affermava nella sua traduzione, che questo testo fosse una scala per ascendere alla verità in altre parole come nella tradizione occidentale, la matematica era uno strumento per comprendere il divino nei fenomeni della natura. In tal modo Matteo Ricci non faceva altro che introdurre il cattolicesimo in Cina, presentava la religione attraverso la scienza ad un popolo essenzialmente laico e concreto.

L’advertising occidentale in Cina: un fallimento annunciato?

Posted by admin at 01:04 AM

Perché le tecniche di advertising occidentale in Cina non sono efficaci? Semplice, perché non tengono conto della realtà cinese.

Vi ricordate lo spot della Nike del 2004?

Enfatizzazione dell’individualismo rappresentato attraverso un famoso giocatore di pallacanestro della NBA che sconfiggeva delle figure animate di maestri del kung fu, dragoni e caratteri cinesi.

Lotta, sfida e coraggio legati all’idea di eroe non hanno suscitato l’effetto sperato.

Forse sarebbe bastato aver letto il famoso saggio “l’Arte della guerra” di Sun Tzu, per comprendere che l’idea di eroe nella cultura occidentale è ben diversa da quella propria della tradizione cinese. Per la cultura cinese nessuno dei contendenti dovrà combattere con il desiderio del profitto o della gloria; i generali dovranno avere la massima cura dei loro uomini e cercare di ridurre al minimo i danni dell’avversario. la vera arte della guerra consiste nel vincere il conflitto prima di iniziarlo; in una guerra è vincente non tanto chi è in vantaggio numerico e di mezzi ma chi, usando strategie indirette, inattese e non ortodosse, trasforma i vantaggi del nemico in svantaggi e i propri limiti in punti di forza.

In caso di guerra l’importante è vincere e vince solo chi sa pianificare per ottenere il massimo profitto nel minor tempo possibile, meglio se senza combattere o col minimo di perdite.

Nella realtà cinese non c’è posto per l’idea che l’individuo sia separato dalla società o ribelle nei confronti di essa; e infatti lo spot venne vietato dalle autorità e la Nike fu costretta a presentare delle scuse ufficiali.

In conclusione, quindi, conoscere e rispettare la cultura locale è fondamentale in Cina: faranno bene a ricordarselo gli imprenditori che intendono entrare in questo appetibile mercato dalla porta principale.