Cina: arte in crisi
La crisi economica mondiale ha investito tutti i settori ed anche l’arte contemporanea cinese.
Molti artisti cinesi di fama internazionale, che hanno fatto la fortuna della famosa M50 di Shanghai e della inimitabile 798 Factory di Pechino, sono costretti a trasferirsi in gallerie e studi meno costosi.
Nonostante il calo delle vendite e il conseguente ribasso di stima delle opere di grandi artisti, come Zhang Xiaogang e Liu Wei, alcune gallerie non hanno perso l’entusiasmo.
I collezionisti stranieri restano il fiore all’occhiello del mercato dell’arte cinese contemporanea, ma anche molti di loro sono pessimisti.
L’italiano Jacopo Cordero, proprietario della Shangheye Gallery, dichiara alla rivista internazionale The Art Newspaper,che nonostante un 2008 positivo da ottobre c’è stato un brusco arresto delle vendite; al contrario la coreana Artside Gallery di Pechino batte la contrazione del mercato con la vendita delle opere in mostra di Oh Soufan.
Dopo il Festival internazionale Shanghai Arts, che ad ottobre ha visto l’arrivo di molti artisti stranieri, Shanghai 2010 sarà l’ennesimo banco di prova per l’arte cinese: in commissione per il Padiglione ci sarà anche l’artista Xiao Hui Wang, che ha partecipato lo scorso anno con due installazioni in mostra “My Last 100 Years” e “Floating Message Board” al festival CinaviCina all’ Auditorium Arte di Roma.
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